La tradizione (o la leggenda) vuole che il Castello d'Ischia, detto Aragonese, sia stato costruito dalla gente siracusana del tiranno Gerone nel 474 a. C. sullo scoglio che in seguito prese il nome di Ischia Minore. La vera storia del Castello Aragonese d'Ischia, come protagonista degli avvenimenti politici, guerreschi, mondani e culturali, comincia con Alfonso V d'Aragona, il quale nel 1441 ne mutò l'architettura castellana costruendo una grande strada, separando la fortezza con fossati, muraglioni, porte di ferro, torri e la chiamò "Regio Castello d'Ischia". Nel 1433 o 1435 collegò l'isolotto del Castello con l'isola maggiore mediante un ponte artificiale. Si disse sospettosamente che l'avesse costruito per agevolare le frequenti visite che egli faceva all'amante e favorita Lucrezia d'Alagni alla quale aveva affidato il governo dell'isola (minore e maggiore) e del Castello. Il Castello Aragonese di Ischia sorge sulla sommità dell'isolotto di pietra basaltica di origine vulcanica all'altezza di circa mt 115 s.l.m. e occupa una superficie di circa 5.500 mq. Ai tempi della massima concentrazione il Castello Aragonese ospitò, secondo un censimento del 1757, sino a 5.000 persone. Sulla sommità si apre il pianoro antistante la cattedrale dedicata all'Assunta, edificata nel 1301 su antico tempio greco, ricostruita nel 1700 e ridotta nelle attuali macerie a cielo aperto dalle cannonate della flotta inglese che assediava l'isola d'Ischia nel 1809. Qui furono celebrate le sontuose nozze di Ferrante d'Avalos con la poetessa Vittoria Colonna. Più avanti si vedono ancora le arcate d'ingresso dell'ex monastero di S. Basilio e a sinistra ciò che rimane della chiesa dell'Immacolata del 1715 con il vicino convento delle monache dell'Ordine francescano di S. Chiara d'Assisi (Clarisse). Nei sotterranei del convento si accede al cimitero delle monache, formato da locali con sedili di pietra addossati alle pareti sui quali venivano collocati, in posizione seduta e a tronco eretto, i cadaveri delle suore. Alla base del superbo e minaccioso Mastio protetto da quattro torrioni a cilindro, il forte propriamente detto, sorpassata la chiesetta di forma esagonale eretta nel XVI secolo e
dedicata a S. Pietro a Pantanello, si accede - attraverso un robusto cancello ad architrave basso - ad una piazzetta e a due ampi cameroni dalle volte alte. Sono le prigioni alle quali erano destinati nel 1823 gli ergastolani e che dal 1851 al 1860 ospitarono i condannati politici, cioè i patrioti dell'Indipendenza e Unità d'Italia. Nel Castello Aragonese sono accaduti gli avvenimenti più disparati a seconda dei tempi, delle dominazioni e dei governatori dell'isola d'Ischia. Ma più incisivo nella storia di Ischia fu il ruolo che il Castello Aragonese ebbe come luogo di convegno delle migliori menti italiane. Vi furono infatti ospiti personaggi illustri quali il Petrarca, il Boccaccio, Jacopo Sannazzaro, Pietro Bembo, Ludovico Ariosto, Vittoria Colonna, Anniabale Caro, Galeazzo Tarsia, Torquato Tasso.
Orario del Castello Aragonese Ischia: aperto dalle 9 alle 19.
Prezzo del biglietto: intero € 10,00, ridotto € 6,00.
Bus: da Ischia Porto numero 7
Tel. 081.992834.



