Forio terra di chiese e di torri
Forio è il comune più cosmopolita dell'isola d'Ischia: terra degli Antichi Greci, Antichi Romani, Aragonesi, Sorrentini, Amalfitani, Fiorentini, Saraceni, Francesi e Turchi. Ancora oggi Forio d'Ischia parla di questi popoli nella sua architettura e nelle sue genti. E' inutile cercare di classificare l'architettura dell'isola d'Ischia e Forio ne è l'esempio lampante. Qui le influenze ispaniche, turche, greche e romane si fondono insieme e ne esce un risultato armonioso dove culture diverse convivono in un unicum. E allora perchè non perdersi tra i vicoli stretti, le cupole a carusiello, il tufo verde delle parracine, i panni stesi al sole, le agavi e i fichi d'india, le sue torri e le sue chiese. Forio è ricca di opere d'arte e di monumenti: una testimonianza di grande cultura e di civiltà della popolazione. Forio potrebbe essere definita a ragione il Comune delle Chiese e delle Torri, per il numero veramente notevole di queste costruzioni sparse sul suo territorio. Si tratta, come detto, di un'architettura singolare, a volte fantasiosa, basata nel maggior numero di casi su di un gusto tipicamente locale che ricorda alla lontana la costruzione araba e moresca. Emblema nè la Chiesa del Soccorso che insieme al Torrione rappresentano il simbolo di Forio. Con le sue spiagge, i suoi alberghi, i Parchi Termali, i tesori artistici, la gastronomia locale Forio è considerato uno dei centri turistici più interessante dell'isola d'Ischia. Negli anni '50 Forio richiamava personaggi illustri attirati dalla bellezza del paesaggio. Il Bar Internazionale di Maria Senese accoglieva il fior fiore della cultura europea e gli artisti più accreditati: Guttuso, Walton, Elsa Morante, Auden, Truman Capote e tanti altri. Tra questi a Forio presero dimora Luchino Visconti con la sua Colombaia e Sir William Walton con La Mortella.



